Archive for gennaio, 2012

gennaio 24th, 2012

Il coinquilino

Storia di una convivenza extra ordinaria

Di coinquilini nella mia vita ne ho avuti 9. Sei tutti in una botta, quando ero una ragazza internazionale che viveva in uno studentato di Helsinki. Poi mi sono fatta due mesi a scrocco da una chicchissima aristocratica napoletana e poi tre mesi a pagamento con due studentesse che quando tornavano da ballare, io mi alzavo per andare a lavoro da un divano letto che si apriva in mezzo, prima di approdare, come Cast Away, qui.

Poi, è arrivato lui, il coinquilino.

Bello, occhio tagliato, mediterraneo. Quello che con una parola odiosa si definirebbe: solare. Una lampada ogni tanto, la bici da città, il gonfiatore, il pallone da basket. Tutte suppellettili accumulate in tre giorni, il tempo che un monolocale di 33 m2 si trasformi in uno stanzone da 15, full of Reyban multicolor, cuffie giganti, aggeggi tecnologici e ovviamente uno stendino open air di quelli che usano negli show room.

Non è giusto! Dovrebbe darti  una scifra simbolicà!- sbotta la mia collega francese in pausa pranzo, davanti a quei piatti finto orientali che a Milano abbuffano di dado Star.

Già. Ho trascurato un piccolo dettaglio: il coinquilino è a scrocco!

Io bonariamente lo chiamo avvoltoio, così, ogni tanto, per non far vedere che sono totalmente alla sua mercè. Lui allora, preso da uno sbiadito senso di colpa, porta su una cassa d’acqua e mi prepara il caccaviello per la pausa pranzo, quando decido che la francese e le mamme in generale mi mettono ansia e mi ritiro nel mio ramadan solitario tra i barboni di Parco Sempione.

Il coinquilino si accaparra il mio letto che da matrimoniale diventa singolo, ascolta la musica a tutte le ore, fa due docce al giorno con getto d’acqua caldissima e io pago, usa il pc di notte, o meglio, vorrebbe se un mio diktat non avesse imposto lo spegnimento di tutte le luci e la sospensione di tutti i rumori a mezzanotte.

Il coinquilino però è uno di quelli a cui non puoi dire di no. Ride se ti incazzi, ti abbraccia se urli e ti riempie di pizzicotti mentre cucini. E’ uno di quelli con cui, torto o ragione, passerai sempre per l’isterica della situazione e lui per il light, fresco, giovane, io guardo la vita con ottimismo sei tu ad essere pesante. Che un po’ è pure vero.

Ieri con il coinquilino ci siamo scolati una bottiglia di vino guardandoci negli occhi e parlando dei massimi sistemi ed io ero come al solito rapita della sua filosofia di vita, per così dire, essenziale. Gli ho dato le ultime due valige perché ora viene da me solo un weekend ogni tanto e sentendo il rumore metallico dell’ascensore che si allontanava ho capito che può darsi che io non sappia cosa dico, scegliendo te – un fratello- per amico.

gennaio 22nd, 2012

Seanight

Mi sono innamorato di Marina…

Stanotte so esattamente dove vorrei stare.

a) Nella casa sullo scoglio che si trova su una spiaggetta sperduta di Positano (Laurito) a cui puoi arrivare solo a piedi

b) Sul terrazzino della casa che affaccia a mare nel minuscolo porto di Rio Maggiore alle Cinqueterre, a pochi passi da dove è successa l’alluvione

c) In un cubotto bianco che affaccia sulla Caldera nella Santorini di fine aprile, possibilmente lato Thyrasia

d) Sul sagrato di Aci Castello, Sicily

Ogni alternativa è ugualmente valida.

Stanotte vorrei sentire le onde che sbattono contro gli scogli, la superficie dell’acqua che si arriccia poco o assai a seconda delle maree, lo sciabordio della schiuma, schhhhh, che si espande e si restringe, che risacca.

Stanotte sarebbe una di quelle notti che mi piacerebbe contemplare il mare, il pensiero libero di fuggire, una felpa col cappuccio, i granelli di sabbia nelle scarpe, un’ occhiata all’orizzonte scuro e uno alle stelle.

gennaio 19th, 2012

Australia

Voglio andare a vivere in campagna. Ah ah- ah ah.

 Quando Ross, quella della stanza di Ross, decise di mollare fidanzato e lavoro e andarsene in Australia a tosare le pecore merinos, restai senza parole.

 Non che condannassi la sua scelta, attenzione. Solo che non capivo perché andare a cercare la propria strada a 22 ore di volo da qui.

 Ross mi disse che era stanca. Stanca dell’ennesimo non rinnovo, stanca del precariato, stanca di sbattersi tutto il giorno tra le strade di Roma con la macchina aziendale, esaurita, sfatta, stressata, sfiancata.

Non vedo Ross da enne mesi. Ho visto però una sua foto su facebook nelle vacanze di natale. Ha un colorito mulatto sano che contrasta splendidamente con i suoi occhi verdi. Salta su dune di sabbia bianca in micro bikini e tenta di restare in equilibrio su barili di vino in tenuta campestre. Sorride Ross e anche se è solo una foto io vedo che i suoi occhi ridono davvero.

E allora ESAUSTA di sentir parlare ogni giorno di

Milan, tagliandi dell’ecopass, previsioni per il prossimo weekend, prenotazioni (il pane dal panettiere, le catene, il pieno di benzina in caso di sciopero, lo spettacolo tra tre mesi, le vacanze estive…di gia?!?) dico a Ross di tosare tutte le pecore dell’Australia rurale e pure della Nuova Zelanda.

 Mi senti Roooss?

Perché io, cara Ross, non vedo l’ora di essere di nuovo disoccupata per sdoganarmi dagli incastri rocamboleschi che vedo ogni giorno, dove tra un cliente di lavoro, cento telefonate, la Champions, una scopata fuori mano (ma sempre connessa all’ufficio), bisogna infilare per forza una lampada. Per forza.

gennaio 14th, 2012

Ospite

Non è un post dedicato all’asciugamanina per il bidet, ma oggi sono ospite qui atteggiandomi a parlare di viveur e bien vivre. Come se ne sapessi qualcosa.

Comunque se volete leggere, leggete subito perchè l’ospite dopo 3 giorni puzza (pure dopo uno, se non frizionate adeguatamente il pelo pubico e vi fate una spruzzatina di talco).

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